28/01/2012

La palizzata continua a crescere

Nonostante il freddo pungente gli amici dell'associazione cankuna hanno voluto riprendere i lavori per realizzare la nuova palizzata all'ingresso alto del paese.
un grazie ed un buon lavoro !

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24/01/2012

Sante Marie di una volta

Grazie al puntuale Mauro ancora una foto per rivedere volti noti del nostro bel paesino. Alcuni ancora sono con noi altri non più ma è pur sempre un grande piacere rivedere tutti insieme. Cliccate sulla foto per ingrandirla.

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21/01/2012

La nostra odissea quotidiana "guardate anche il video"

"Viaggiare è diventato insostenibile, sembrano vagoni di deportati". A pronunciare queste frasi, forti ma dettate dall'esasperazione, Lucia Proto, presidente del Comitato pendolari 5:30. Denuncia la carenza di servizi, i tempi di percorrenza lunghissimi e il sovaffollamento sui treni della tratta Pescara - Roma che ogni giorno vengono utilizzati da migliaia di passeggeri.

Il comitato ha già promosso una petizione per un servizio più "dignitoso". Questa sera, dell'argomento, si occuperà la nostra rubrica di approfondimento "Il Fatto", alle ore 20.00.

 "Chiediamo il raddoppio della tratta Pescara - Roma, una linea ormai obsoleta e non è vero che mancano i soldi, si tratta solo di saper chiedere e spendere le risorse in gran parte destinate dallo Stato al Nord. Noi viviamo quotidianamente i tanti disagi con carrozze sporche, c'è addirittura chi si è ritrovato con i pidocchi - affonda la Proto - e quando si stanno per raggiungere le grandi città come Roma o anche Pescara, ecco che i treni riempiono.

In molti casi i finestrini non si aprono, manca l'aria condizionata e col caldo immaginate come si può viaggiare. Inoltre se qualcuno nella ressa, si sente male, è anche difficile soccorrerlo. Non chiediamo la luna, solo di poter viaggiare per andare a lavorare o a studiare dignitosamente".

Il Comitato ha annunciato assemblee in tutte le città interessate dalla tratta Pescara - Roma. "E' impossibile che da Avezzano per Roma si impieghino tre ore e da Pescara 5 ore, quando va bene" prosegue la presidente. Le richieste sono ben precise e indirizzate alle Istituzioni affinché un viaggio di lavoro o di studio non diventi un'odissea quotidiana.

Antonella Micolitti per il tg di Rete8

il video a questo link

17:29 Scritto da: santemarie in sante marie | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

20/01/2012

2012 "the day after" la vergogna

SI TAV ABRUZZO: UNA FERROVIA DIMENTICATA
Stasera alle ore 20.00 su RETE 8 all'interno della Rubrica IL FATTO, andrà in onda lo Speciale sulla Ferrovia Roma-Pescara con la mia intervista di 15 minuti e le immagini che ho girato sui treni e le stazioni.
A presto! Lucia Proto Responsabile Comitato Pendolari 5:30

 

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17/01/2012

20 gennaio 1944 data da non dimenticare

Il prossimo 20 gennaio ricorrerà il 68 anniversario del
bombardamento di Sante Marie....proponiamo questo ricordo di fr.Pietro
Aresti scritto e pubblicato sul libro di poesie dell'Associazione
Anziani 2011....è una testimonianza preziosa per non dimenticare il
passato.....questa testimonianza si aggiunge a quella di Arsene
Catini!!!

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Ricordi, drammatici, d’infanzia


Per inquadrare meglio il racconto che principalmente ci interessa, a
beneficio di chi non ricorda o proprio non conosce la situazione in
cui si trovava l’Europa, e il mondo in quegli anni. Ecco un essenziale
riassunto dei fatti storici. Il 1 settembre 1939 la Germania di
Hitler decise di invadere la Polonia, dando così inizio al conflitto
che presto divenne mondiale. Il 3 settembre 1939 subito la Francia e
l’Inghilterra dichiararono guerra alla Germania. L’Italia inizialmente
rimase neutrale. Il 10 giugno 1940 anche Mussolini, poiché le sorti
del conflitto sembravano essere favorevoli a Hitler, decise di entrare
in guerra a fianco della Germania: conquista della Somalia britannica:
offensiva italiana in Libia: attacco alla Grecia. Nel 1941 Germania e
Italia dichiararono guerra alla Russia. Tragedia dei nostri soldati:
più di 100.000 tra morti, feriti, prigionieri e dispersi. Il 25 luglio
1943 cade il regime di Mussolini. L’8 settembre 1943 l’Italia chiede
l’armistizio e i soldati tedeschi diventarono truppe di occupazione
del nostro paese. Un gruppo di SS tedesche avevano occupato la villa
dell’avvocato Mari, presso la stazione ferroviaria . Sotto gli alberi
avevano attrezzato un’officina meccanica per le riparazioni dei loro
mezzi militari. Un nutrito gruppo di Slovacchi si erano insediati
nelle cosidette “baracche”, costruzioni antisismiche, realizzate dopo
il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, dietro la Chiesa Madre
sotto il muraglione deglio “Ortiglio”. Esse servivano da scuola
elementare da noi frequentata. I soldati suddetti erano, si capisce,
agli ordini dei tedeschi della stazione. Di conseguenza, noi bambini
di allora, perdemmo tutto un intero anno scolastico: 1943-1944 – io e
altri miei coetanei avremmo dovuto frequentare la classe seconda.
Piccoli come eravamo, liberi da impegni scolastici, noi e tanti altri
grandicelli passavamo il tempo in giro per il paese, quando non
accompagnavamo i familiari nei lavori dei campi. Il 20 gennaio 1944:
Erano circa le ore10 del mattino. Io mi trovavo, con mio cugino
Benedetto Spalletta nell’officina di fabbro Arialdo ( figlio deglio
“Arrotino”, cioè Vincenzo), situata di fronte alla casa deglio
“Zellino” ( Peppino Giorgi), sopra a “Casteglio”. Si cominciarono a
sentire i rumori di aerei, come spesso accadeva, in quei mesi. Erano
aerei alleati anglo-americani, che partivano dall’Italia meridionale,
dietro la cosiddetta linea “Gustav” di Cassino, per andare a
mitragliare e a bombardare le postazioni tedesche dell’Italia del
Nord. Tutto questo, dopo lo sbarco in Sicilia degli Alleati e il
successivo passaggio in Calabria e in Campania. Ci affacciammo subito
sulla soglia dell’officina: una squadriglia di 10-12 caccia
bombardieri, abbastanza bassa, si dirigeva verso san Quirico.
Improvvisamente tutta la squadriglia invertì la rotta. Noi bambini non
pensammo a nulla, ma Arialdo gridò forte: “Correte venite dietro a
me!” E contemporaneamente apriva la botola del pavimento che
permetteva di scendere al piano di sotto. Ci rannicchiammo tutti e tre
in un angolo, contro un muro di tufo. Intanto mia sorella Luisa che
era scesa a prendere acqua alla fontana e che mi aveva visto poco
prima, non trovandomi più, mi cercava tutta preoccupata. Appena
risaliti, non so quanto tempo dopo, vedemmo tanta gente del vicinato
che scappava verso “ Santo Marceglio” e verso la Casata. Cosa era
successo? Gli aerei avevano sganciato diverse bombe che caddero in tre
parti dell’abitato, oltre quelle fuori del paese: alla “Casata”, a
“Palatera” e due anche a “Santo Marceglio”, proprio dove passavamo
tutti noi di “Casteglio” per scappare: una dove adesso c’è la casa di
Amleto Cursi e una dall’altra parte della strada. Essendo però ad
orologeria esse non scoppiarono subito, per nostra fortuna erano
invece scoppiate quelle della Casata, distruggendo case e causando
morti e feriti; peggio ancora era successo a Palatera, vicino alla
Chiesa di san Nicola, dove i morti e i feriti sotto le macerie furono
molti di più. Tra essi vorrei ricordare, con particolare commozione
mia zia Onesta e due suoi figli, Irma e Quirino. Tutta la gente si era
rifugiata nei Casali fuori paese. Noi di famiglia fummo accolti dalla
comare Eleonora della famiglia d’Amadio, nel casale di via san
Quirico. Da lì, verso sera assistemmo allo scoppio che dismisero quasi
tutto “santo Marceglio”. Successivamente ricordo che fummo accolti nel
casale di zia Maria Venere, dall’altra parte deglio “Uvato”. Non
ricordo per quanto tempo prima di tornare nelle nostre case.
Ipotesi sui motivi del bombardamento del nostro piccolo paese:
- La più probabile credo sia quella di uno sbaglio di mira: volevano
colpire la ferrovia e la stazione,ma non avevano certo gli strumenti
elettronici di precisione di oggi.
- Ho sentito parlare i vendetta di un prigioniero alleato, che tentava
di raggiungere i suoi commilitoni, oltre la linea Gustav, noscosto nel
territorio di Sante Marie e tradito da qualcuno del paese: francamente
la ritengo poco plausibile.
- Ne azzardo una io; forse miravano il quartier generale di
Kesserling, comandante delle truppe tedesche a Massa d’Albe, sotto il
Velino, nella vallata al di là di monte Faito. Venendo da San Potito
e da Forme verso Magliano, due Chiese e due campanili presentano
ancora lo stesso aspetto che si vedeva a Sante Marie, venendo da
Tagliacozzo, prima che san Nicola venisse distrutto. Avrebbero
sbagliato vallata, ingannati da quella somiglianza di aspetto tra i
due paesi? Libero ognuno di pensarla come crede.
Fratel Pietro Aresti
(Religioso della Congregazione dei Fratelli dell’Istruzione Cristiana)

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