Il bombardamento del 20 gennaio 1944

Il compianto Arsene Catini così ricorda in un suo scritto quella mattina del 20 gennaio 1944.

 

È una giornata di cielo sereno, una di quelle che da circa un mese sta regalando questo eccezionale mese di gennaio. Sono le ore 10 circa, la gente seduta sugli scalini della porta di casa sta godendo i tiepidi raggi del sole conversando sui soliti argomenti: i figli lontani, i viveri che scarseggiano, la guerra, i tedeschi, gli alleati, la recente fiera di Sant’Antonio. Gli uomini che si sono avviati al lavoro di campagna sono pochi e il paese è sovrappopolato per l’afflusso degli sfollati da Roma o da altre città, tanto da oltrepassare i 2000 abitanti. Come negli altri giorni, fanno la loro comparsa, gli aerei che tutti ritengono diretti sulle grandi città del nord, mentre ognuno immagina il bollettino delle ore 13 che con scarne parole darà notizia delle città colpite.

I paesani, in tutta tranquillità, accompagnano con lo sguardo una squadriglia di cacciabombardieri che, sorvolano il paese, sembra voler scomparire dietro il Monte Bove, quando il rombo cupo dei motori sottoposti allo sforzo di un’improvvisa virata ed il crepitio delle mitragliatrici i bordo mutano violentemente il tono del paesaggio. Le persone, sorprese e sgomente, cercano ingenuamente riparo entro povere case di un paese che non ha industrie, né distaccamenti militari se si eccettua una piccola officina che una decina di tedeschi, da qualche giorno, hanno installato ad un chilometro circa dal centro abitato. La postina Teresa Mari è la prima a cadere, forse colpita dal mitragliamento, mentre una gragnola di bombe viene scaricata sul paese tra sinistri sibili seguiti da scoppi, schianti e grida. Il tutto si compie nel giro di pochi secondi, alle 10 e 10 l’azione aerea che non trova giustificazione è compiuta, ora colonne di polvere si levano dalle case distrutte tra cui le macerie si sentono le flebili voci dei feriti che spesso si confondono con le grida di coloro che annaspano, tra le pietre, calcinacci e tavole, in cerca dei congiunti.

Alla Casata è scomparso l’antico, maestoso palazzo di Serafino Rossi, travolgendo, tra gli altri, i familiari dell’ingegner Giuseppe Vaccaro di Napoli ed i bambini che erano alla sua scuola. Pur ferito alla testa, l’ingegnere è il primo a scavare in cerca dei suoi allievi, della moglie e della madre ormai morta. Altre bombe cadute in via Castello, a metà della vecchia strada, non esplodono subito consentendo così la fuga agli abitanti del popoloso quartiere ribattezzato poi ” Largo 20 gennaio”, esploderanno in serata distruggendo le case di Francesco Cursi, Pietro Amedeo ed Angelo Alimandi, Domenico Proni, Elia Marzano, Flaviano Emili.

Bombe al quartiere “Palatera” dove scompare un intero agglomerato di case provocando il maggior numero di morti, tra i quali i componenti di due famiglie di Avezzano, giunti la sera precedente in cerca di scampo; bombe ancora in via dei Cerri ove è centrata una stalla e distrutto il bestiame, vicino al mulino e nei terreni ad est ed ovest del paese. I primi ad accorrere sono i tedeschi dell’officina ed un squadra di giovani di Scanzano guidati dal parroco don Enrico Penna. Si scava per tutto il giorno, la notte e i giorni successivi mentre una ventina di feriti ricevono i primi soccorsi dal medico condotto dottor Benedetto Bucceri.

Le case danneggiate non si contano, si contano invece i morti che sono 28 di cui 13 meno di dieci anni e uno appena di tre mesi: sono Onesta Vitale, Quirino ed Irma Spalletta, Aurora Di Felice,Luigi Vitale,Rita Astolfi,Margherita e Clamira D’Andrea, Pierloreto Ermili,Dino Di Bernardo,Teresa Mari,Franco Di Giacomo,Gino Ricci,Giovanni e Annina Di Santo, Mirella  Di Felice, Marisa Di Giacomo, Gerardo Pergola di Napoli,Vito Farucci di Roma,Angela Galante,Teresa Capuani,Marisa Angela e Federico De Foglio, Franco del Manzo, Antonio Capassi, Restituta De Gasperis e Marianna Simone di Avezzano.

Il bombardamento del 20 gennaio 1944ultima modifica: 2009-01-13T12:21:00+01:00da santemarie
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Un pensiero su “Il bombardamento del 20 gennaio 1944

  1. Girando su Internet ho trovato un’altro “santemariano” che creca notizie su sante marie, speriamo di poterlo contattare:

    CIAO E BUON GIORNO;
    I AM TRYING TO FIND INFORMATION ON THE SURNAME OF Catini, FROM Sante Marie OR ANY INFO ON THE CATINI FAMILY WOULD BE GREATLY APPRECIATED.
    MOLTO GRAZIE
    MANY THANKS
    SINCERELY,
    ALFREDO DIMAS CATINI
    CAMPINAS, SP BRASIL

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