preparandoci alla Sagra

In preparazione della 38^ Sagra della Castagna vogliamo segnalare alcune puculiarità del nostro Territorio che ci aiuteranno a scoprirlo sempre di più attraverso le sue tradizioni. Comiciamo dalla cucina

Salumi e formaggi rappresentano quasi sempre gli antipasti tradizionali, a
cui si aggiungono piccole preparazioni a base di carne, di verdure e di ortaggi.

Tra i primi piatti comanda la pasta ma un posto di rilievo occupano anche le zuppe (di legumi con o senza verdure): In casa o al ristorante, è diffusissimo l’uso delle paste fatte in casa che trovano la loro massima espressione nei maccheroni “alla chitarra” (o al carraturo) – così chiamati perché ricavati dalla lavorazione della sfoglia su uno strumento di legno con corde di metallo che ricorda una chitarra – accompagnati da condimenti più diversi: il ragù di agnello (bianco o con il pomodoro) o quello delle tre carni (agnello, maiale, manzo), i funghi e i tartufi, le zucchine e lo zafferano; ci sono poi le sagne a pezzi (maltagliati) che possono essere condite con pomodoro e guanciale oppure, se tagliate più sottili (sagnette), con i ceci o con i fagioli; gli gnocchi con il sugo di papera o di semplice pomodoro, ed ancora i ravioli ripieni di ricotta di pecora (o di mucca) conditi con il sugo di pomodoro e cipolla oppure con lo zafferano; le scrippelle da mangiare m’busse (bagnate) con il brodo di gallina o a strati con un ripieno ricchissimo a formare il ricco timballo.

Tra le paste fatte in casa a mano, bisogna citare sicuramente i maccheroni alla mugnaia o alla mulinara che nella zona frentana sono anche chiamati “rintrocelo”, ossia degli spaghettoni preparati con acqua e farina e conditi con sugo di agnello, oppure con aglio e peperoncino piccante fritti in olio extravergine di oliva.

Tra le carni si evidenzia lo strettissimo legame con la pastorizia: l’agnello
o il capretto con cacio e uova, e soprattutto gli arrosticini di pecora, che sono degli spiedini di carne tagliata al coltello cotti alla brace; ancora la pecora “alla callara” o “ajiu cutturu” cioè bollita per diverse ore in un grande caldaio con spezie selvatiche; e poi le mazzarelle teramane, i turcinill chietini o il marro aquilano: in tutti e tre i casi si tratta di involtini di interiora di agnello avvolte da foglie di indivia o con il budello, e cotte alla brace o nel tegame di terracotta.

tratto da www.enotecaregionale.abruzzo.it

preparandoci alla Sagraultima modifica: 2010-08-27T06:08:00+02:00da santemarie
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2 pensieri su “preparandoci alla Sagra

  1. Complimenti Alberto sempre a “lavoro”, sarebbe bello per la Sagra 2010 ripresentare ai santemariani e forse anche ai turisti il libro “paesie e paesani” di Nino Aresti degli anni 40!!è molto interessante e ricco di storia e tradizioni che purtroppo non ci sono più!!!!Gabriele

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