GIORNATA DELLA MEMORIA

 

Proprio oggi, 27 gennaio, Giornata della Memoria, ho letto “Se questo è un uomo”, romanzo autobiografico di Primo Levi.  Rappresenta una testimonianza drammatica di quanto fu vissuto dall’autore in prima persona nel Lager di Monowitz, campo di concentramento satellite del complesso di Auschwitz. Il libro, come lo stesso Levi dice, era “nato fin dai giorni di lager per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi”.

Spesso, quando si parla di questi eventi, si effettuano dei paragoni, senza alcun fondamento, con altri eventi storici. Tengo a specificare, quindi, che la Shoah è un unicum nella storia, pertanto ha un carattere autodefinitorio. Non può esistere una comparazione con altri eventi, a cominciare dai Lager russi. Lo stesso Levi scrive, rispondendo alle domande poste da studenti e professori riguardo il suo non parlare dei Lager russi, che i campi sovietici non erano certo luoghi il cui soggiorno fosse gradevole, ma la morte dei prigionieri, per lo più avversari politici, non veniva espressamente ricercata e i rapporti fra guardiani e prigionieri erano meno disumani: appartenevano tutti allo stesso popolo, parlavano la stessa lingua, non erano “superuomini” e “sottouomini” come sotto il nazismo. Inoltre le quote di mortalità erano assai diverse per i due sistemi: in Unione Sovietica, nei periodi più duri, pare che si aggirasse al 30%, mentre nei Lager tedeschi era del 90-98%. È quindi sbagliato effettuare dei paragoni con i Lager russi o con le Foibe, come per voler giustificare la Shoah. Questi eventi rimangono pur sempre una manifestazione deplorevole di illegalità e disumanità, ma hanno tutt’altro carattere rispetto allo sterminio tedesco.

Per non dimenticare, in questo giorno in cui si rinnova il dolore causato dalle bestie (non sono uomini) naziste e fasciste, riporto la poesia che introduce il libro e che ne spiega il titolo.

“Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.”

Thomas Vitale

 

GIORNATA DELLA MEMORIAultima modifica: 2011-01-27T16:03:00+01:00da santemarie
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