Dove vogliamo arrivare ?

Replichiamo quanto abbiamo trovato su FB, pubblicato dalla nostra carissima Eleonora dopo l’ennesimo attacco gratuito che viene a lei rivolto da persone di infimo livello.

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti…..

pubblicata da Ele Berardinetti il giorno giovedì 24 novembre 2011 alle ore 17.11

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.  Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Con le parole che Gesù stesso ha usato parlando alle folle voglio rispondere a quanti hanno tentato di infangare il mio nome e hanno messo in dubbio la mia professionalità tirando in ballo l’odio e il rancore che invece non fanno parte del mio vocabolario ne dimorano nel mio cuore. Ho seguito il percorso spirituale del mio amico Gabriele e sono stata sempre orgogliosa di poter portare il suo esempio all’intera comunità marsicana attraverso le pagine del giornale con il quale collaboro da 4 anni. Sul campo ho imparato come si racconta un evento, un fatto di cronaca o una bella storia. E anche in occasione del diaconato di Gabriele ho fatto la stessa cosa, usando l’affetto che mi lega a lui e la deontologia del mio lavoro. Purtroppo alcuni miei compaesani, persone che mi hanno visto crescere, hanno frainteso le parole e i fatti descritti in un articolo pubblicato martedì su Il Centro, e invece di chiamarmi e farmi notare dove secondo loro avevo sbagliato, hanno pensato bene di rivolgersi al capo servizio e al direttore del giornale dove lavoro infangando il mio nome e ipotizzando che io non avevo citato intenzionalmente il parroco e alcuni gruppi parrocchiali che avevano organizzato la cerimonia per il diaconato di Gabriele. Secondo il mio forte spirito cristiano e secondo la mia professionalità domenica nella chiesa del Sacro Cuore i protagonisti erano solo tre: il Signore, il vescovo Pietro Santoro e il neo diacono Gabriele. Ma questo non esclude che apprezzo il lavoro fatto da tutti per Gabriele. All’atteggiamento subdolo di chi ha messo in discussione la mia fede intravedendo dietro un macchinoso piano per oscurare determinate persone rispondo con le beatitudini del Signore e con la mia profonda fede cristiana che in questi anni mi ha portato sempre a sedermi la domenica con il sorriso sulle labbra tra i banchi della chiesa del Sacro Cuore per ascoltare la parola di Dio, nonostante questa alcune volte venisse distorta e male interpretata ai danni di persone della mia famiglia e di persone a me care. Tutto quello che è successo mi rammarica profondamente perché la gioia del nostro amico Gabriele è stata oscurata dal protagonismo e dalla spettacolarizzazione che non fanno parte della sua persona. Come giornalista continuerò a raccontare quello che mi succede intorno seguendo le regole che mi sono state insegnate quando ho iniziato questa professione e che ho usato per raccontare anche la cerimonia del diaconato. Come cristiana e cattolica praticamente, invece, ascolterò la parola di Dio in un’altra realtà dove gli insegnamenti del Vangelo vengono messi in pratica e non solo uditi. 

Dove vogliamo arrivare ?ultima modifica: 2011-11-25T19:42:00+01:00da santemarie
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4 pensieri su “Dove vogliamo arrivare ?

  1. Io spero che ci si fermi qui, spero che il gesto compiuto a scapito di una ragazza che si sta impegnando e anche sacrificando per crearsi il futuro che sogna, sia la conclusione di atteggiamenti senza via di uscita e che non portano a nulla di positivo.
    Mi auguro con tutto il cuore che la persona che ha compiuto questo gesto, non si sia realmente resa conto del danno che poteva provocare, perchè se fosso il contrario, la cosa sarebbe di una tristezza infinita, e qui rinnovo io mio desiderio.
    Parliamo, scontriamoci verbalmente, confrontiamoci, ma guardandoci in faccia, cercando di capire l’altra persona, ma basta parlare dietro, basta raccontare storielle inventate per colpire, gettiamo tutti la maschera, e diciamo finalmente ciò che siamo e che pensiamo.

  2. Quanto è vero quello che dici e chiedi cara Debora. Ma la cattiveria atavica di alcuni personaggi che lavorano nel buio è sicuramente alla base dei molti problemi del nostro bel paesello. Problemi cromosomici ? Nella vignetta aggiungerei un personaggio ” il suggeritore nascosto” chissà che faccia (non viso) avrebbe ?

  3. Per questo Sante Marie ne ha tanti di suggeritori nascosti, io sono convinta che quando si dice quello che si pensa e non si hanno secondi fini, si può dire senza nascondersi, a cosa potrei andare incontro io? Tanto rimango quella che sono, con le mie forze, le mie debolezze, le mie piccole vittorie e anche le mie paure e le mie ansie. Delle porte mi si chiudono, altre le tengo ben chiuse, altre sono sempre state aperte, e altre isi aprono, dove si chiude la porta si apre il portone e si continua. Però mi chiedo? Le mie verità, le mie convinzioni, sono giuste per tutti o lo sono solo per me? Ecco pechè il confronto diretto è importante, si cresce.

  4. Eleonora non disperdere le tue capacità per cose di poco conto e di una “bassezza smisurata”. Questi atteggiamenti sono tipici di quele persone che soffrono nel vedere la gente che li circonda vivere con serenità e spensieratezza…sono i tipici sintomi della disperazione e della frustrazione e vedere un nome o un titolo di giornale inneggiere alle loro gesta potrebbe alleviare il rodimento con cui convivono da tempo smisurato (o forse ci sono nati) senza tener conto che queste cose si fanno per il piacere e l’affetto che un amico come Gabriele merita…ciao…..

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