un grande patrimonio per il nostro paese

LA RISERVA – Nel Comune di Sante Marie, in provincia dell’Aquila, tra distese di faggete e castagneti sorge la Riserva naturale delle Grotte di Luppa. Istituita nel 2005, grazie all’iniziativa del Comune e della Regione Abruzzo, al fine di proteggere e nel contempo sviluppare una fruizione mirata e controllata del territorio, la Riserva, presenta un paesaggio tipico dell’Appennino Centrale e fa parte del territorio dei Monti Simbruini e Monti Carseolani. Ostrieti, faggete e castagneti ricoprono fittamente i versanti della Riserva, che si estende per una superficie di 435 ettari (l’11% circa del territorio comunale), tranne nella parte meridionale del territorio, verso la chiesa di S. Quirico e a monte dell’abitato di Sante Marie, dove si affermano pascoli secondari e cespuglieti. A monte, questi rilievi sono caratterizzati da rupi e aspre pareti scoscese, tanto da poter vantare l’appellativo popolare di “piccole Dolomiti abruzzesi”.
LA GEOMORFOLOGIA – Geologicamente questa piccola catena montuosa si sviluppa in una fascia di transizione tra il “complesso sedimentario della Val Roveto” e i calcari marnosi delle “Brecce della Renga”, ed è inserita nel bacino idrografico del Tevere. All’interno dell’area la sorgente più importante è “Fonte della Rocca” circondata da una ricca vegetazione, mentre fondamentale nella creazione e caratterizzazione carsica del territorio è la notevole circolazione idrica sotterranea, che ha permesso la creazione di ambienti ipogei particolarmente ricchi di speleotemi. Nel territorio, a testimonianza dell’importanza idrogeologica dell’area, si trovano inoltre numerosi fontanili (Fonte Bracone, F.te Meschino, F.te della Rocca, F.te di Iufaro, F.te Lattero).
FLORA – Il paesaggio vegetale della Riserva è principalmente caratterizzato dalla presenza di bellissimi castagneti a cui si unisce un ambiente boscoso, con vaste superfici occupate da faggete, orno-ostrieti, che ricoprono indistintamente i versanti. Oltre al castagno (Castanea sativa) e al faggio (Fagus sylvatica) sono distribuite nella piccola riserva naturale altre latifoglie come l’acero di monte (Acer pseudoplatanus) e il nocciolo (Corylus avellana) e arbusti quali il Rovo ghiandoloso (Rubus hirtus) , il Nocciolo (Corylus avellana), la Berretta di prete (Euonymos latifolius), il Caprifoglio peloso (Lonicera xylosteum), il Corniolo (Cornus mas)e tra le tipiche specie nemorali del sottobosco l’Erba Trinità (Hepatica nobilis), la Viola odorata (Viola alba subsp. denahardthii), l’Erba fragolina (Sanicula europaea), il Sigillo di Salomone (Polygonatum multiflorum), ed è da segnalare la presenza del Baccaro comune (Asarum europeaum), specie poco frequente in Abruzzo.
FAUNA – Numerosi sono gli uccelli che si possono scorgere all’interno degli ambienti forestali e boscosi della Riserva: tra i predatori sono presenti lo sparviero (Accipiter nisus) e l’allocco (Strix aluco). Veri indicatori della qualità dei boschi, sono presenti uccelli della famiglia dei piciformi,come ad esempio il picchio rosso maggiore (Dendrocopus major), frequentatore sia di querceti che della faggeta e dei castagneti. Nele aree boschive nidificano inoltre la tordela (Turdus viscivorus), il rampichino (Cerchia brachydactyla) e il fringuello(Fringilla coelebs).
L’INGHIOTTITOIO DI LUPPA – Fiore all’occhiello della Riserva è l’inghiottitoio di Luppa, che suscita da sempre molto interesse nel mondo speleologico. Nascosto tra i boschi della Riserva, si giunge a questo misterioso ambiente carsico seguendo il letto ciottoloso del fiume che giunge all’androne. Da qui, superata a sinistra la “Galleria dei Tricotteri”, inizia la serie di marmitte e piccoli salti, ove si configurano numerosi gruppi di concrezioni, mentre le pareti connotano un ambiente molto stretto che solo in alcuni punti, ove sono ubicati i laghi, concede un più ampio respiro. Occorre superare il cosiddetto “pseudosifone”, che diviene impraticabile nei periodi di piena, per giungere al Gran Salto (- 22 m) ed al sottostante lago ed ancora, in progressione, verso altri salti e piccoli laghi che conducono al Sifone Dolci ed al vasto Salone Franchetti, dove lo sguardo, ed il corpo, indugiano e prendono riposo. L’andamento della cavità tende a questo punto ad ascendere raggiungendo il Pozzo Patrizi ed il sottostante Lago Pasquini, ma è solo un termine di passaggio poichè risalendo la Fontana Candida e superata con una nuova arrampicata un’ulteriore barriera di concrezioni, alla quale segue una notevole strettoia, ecco aprirsi davanti agli occhi la Galleria delle Meraviglie.
Info e contatti: Comune di Sante Marie – Comune di Sante Marie – tel. 0863/679132 – Fax 0863/679722 – mail. info@comune.santemarie.aq.it – www.comune.santemarie.aq.it
 
 
 

un grande patrimonio per il nostro paeseultima modifica: 2012-11-30T20:08:26+01:00da santemarie
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Un pensiero su “un grande patrimonio per il nostro paese

  1. Tra la fauna presente nella riserva citerei la bellissima Upupa, facilmente riconoscibile per il piumaggio vistoso, il ciuffo sul capo, il lungo becco e le ali a strisce bianche e nere; non è raro vederla svolazzare mentre si percorre il tratto della Variante che attraversa la Valle di Luppa.
    Ed è il caso di menzionarla soprattutto perché dal suo nome (Upupa) potrebbe derivare, secondo alcuni, il nome della Valle e della Grotta (Luppa).

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